Quando con l’Impresa di applicazione Termoisover Ind ci siamo trovati di fronte a questo edificio di fine Ottocento eravamo felici: potevamo finalmente utilizzare le tecnologie Caparol per ricreare gli effetti decorativi tridimensionali su un sistema termoisolante a cappotto.

In effetti quando si parla di rivestimenti termoisolanti esterni, tutti pensano al classico cappotto in polistirolo, incollato, tassellato, rasato e finito con un rivestimento colorato. Ottima soluzione per efficacia e affidabilità ma limitata a superfici piane e squadrate. In realtà con le tecnologie attuali è possibile adattare i sistemi alle superfici degli edifici, realizzando superfici curve, lesene e profili decorativi.

Riqualificare edifici storici e decorati è possibile.

L’intervento completo con isolamento di pareti e tetto, serramenti e l’implementazione di un moderno impianto di climatizzazione hanno permesso di riqualificare l’edificio portandolo in Classe A.

In questo caso era necessario realizzare un cappotto in lana di roccia, che si adattasse a superfici curve, con numerose lesene. Tutto questo senza dimenticare che su questo cappotto andavano poi applicati dei profili decorativi, che riproducessero le modanature esistenti. Oltre a ciò abbiamo analizzato tutte le zone di interconnessione tra cappotto e serramenti, per dare al sistema una perfetta continuità, cosa essenziale per garantire l’eliminazione di tutte le zone a trasmittanza differenziale.

Le pareti fronte strada, che presentano modanature in cemento, sono state riqualificate dall’interno. Le pareti rivolte verso il giardino interno sono state riqualificate con cappotto in lana di roccia Capatect Minera Line di spessore 100mm, con lesene specifiche per cappotto realizzare con Bossengewebe nella parte bassa e con marcapiano e cornici decorative delle finestre. Finitura del sistema con rivestimento silossanico nanotecnologico Thermosan Fassadenputz NQT K1

 

Fonte: Caparolmedia.it