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L’aspetto di una casa può cambiare radicalmente con una pittura moderna. Non solo riesce a dare l’impressione di avere ambienti più puliti e ordinati, ma anche a conferire maggiore luminosità rivelandosi quindi perfetta per le abitazioni dotate di ambienti non troppo voluminosi.

Chi desidera rinnovare la propria abitazione, può farlo senza spendere troppo e, soprattutto, senza doversi impegnare in grossi lavori di ristrutturazione.

La cosa più importante da fare è quello di procedere alla scelta della tecnica di pittura più indicata allo stile dell’arredamento.
A tal proposito occorre ricordare che la tinteggiatura rappresenta un elemento assolutamente essenziale al fine di definire lo stile di una casa. Essa deve armonizzarsi perfettamente con l’architettura dei locali e con il design che caratterizza gli arredamenti, accompagnando al meglio e senza dissonanze lo stile preesistente, sia esso tradizionale o moderno, e conferendo il massimo di personalità ad ambienti grandi o piccoli.

Oltre che soddisfare le preferenze estetiche dell’utente, una tinteggiatura di qualità deve anche svolgere un’azione protettiva delle superfici, in particolare assicurando una lunga durata nel tempo e possedere anche le necessarie proprietà di impermeabilità, traspirabilità, atossicità e lavabilità. Un mix in grado di conferire il giusto grado di comfort alla casa, oltre a garantire un valore aggiunto dal punto di vista puramente estetico.
Chi vuole ottenere effetti speciali, non deve fare altro che ricorrere alle imbiancature particolari.
Tra le imbiancature particolari, le più gettonate in assoluto sono lo spugnato, il nuvolato, detto anche cenciato, e il glitterato.

Imbiancature particolari: lo spugnato

Lo spugnato è la più gettonata tra le imbiancature. E’ una tecnica pittorica che consente la realizzazione di un effetto particolare, non omogeneo, bensì ‘vaporoso’. Viene utilizzato soprattutto per le camerette dei ragazzi in quanto è più vivace di una tinta classica e può rivelarsi ideale anche per la zona giorno e il bagno con le giuste tonalità di colore. In questo caso occorre dipingere la parete tramite una spugna o uno straccio appallottolato al posto di rullo e pennello.

Dal tipo di spugna (marina o sintetica, con fori grandi o piccoli) dipende il pattern più o meno regolare e più o meno omogeneo. Sarebbe però opportuno fare diverse prove su un cartoncino in modo da poter capire l’effetto finale prima di procedere sulla parete.
Presa la spugna, bisogna immergerla nel secchiello con la pittura colorata per poi strizzarla bene e più volte. Per evitare la colatura di eccessi di colore, basta premere leggermente su un pezzo di compensato e poi si passa a tamponare la parete con la spugna, partendo da un angolo e procedendo con una ombreggiatura accanto all’altra in modo da non lasciare spazi vuoti.

E’ consigliabile non passare due volte sullo stesso punto al fine di non creare macchie di colore più scure. La spugna andrebbe ruotata ad ogni tocco così creare un pattern casuale, estremamente suggestivo. Si può anche creare l’ombreggiatura passando una terza nuance di colore, per poi attendere almeno 48 ore prima di ripetere l’operazione.

Imbiancature particolari: l’effetto glitterato

Un trend prevalente nell’ultimo periodo è l’effetto glitterato. Tramite l’utilizzo di glitter (da cui il nome), brillantini ed effetti luccicanti, è possibile rinnovare e personalizzare un ambiente della nostra abitazione in maniera estremamente originale.

L’effetto in questione si ottiene utilizzando le resine oppure con prodotti contenenti componenti a base di cristalli, quarzo naturale o glitter, che sono in grado di rifrangere la luce in modo da creare riflessi che possono mutare sulla base della posizione in cui sono situate la fonte luminosa e l’angolo di osservazione.

In commercio si possono trovare glitter di vari colori, i più diffusi e utilizzati sono in tonalità oro o argento. I primi si abbinano bene con pareti di colore rosso, verde scuro, marrone, giallo, arancio e fucsia, i secondi con pareti di colore bianco, blu, grigio e nero.

Imbiancature particolari: il nuvolato o cenciato

imbiancature particolariTra le imbiancature particolari molto apprezzato è il nuvolato o cenciato. Si tratta di una tecnica per la quale viene utilizzato come strumento base il “cencio”, o straccio, dal quale prende il nome. Il cencio è caratterizzato da trame differenti e proprio da esse deriva la texture che determinerà il risultato finale.

L’impronta lasciata da un cencio di juta è molto diversa da quella lasciata invece da un cencio di cotone, pelle di daino o lino, quelli comunemente usati. Di conseguenza occorre essere preparati a tali differenze, in quanto sulla base della scelta fatta, si avrà un determinato risultato, che può essere molto suggestivo.

L’effetto prodotto da questa tecnica viene chiamato “nuvolato” in quanto la parete dipinta ricorda per grandi linee un cielo nuvoloso. Il modo migliore di eseguire un “buon nuvolato” consiste nel preparare adeguatamente il fondo della superficie da trattare. Ad esempio occorre passare due mani di lavabile bianco di ottima qualità con il pennello o con il rullo e fare quindi asciugare.

Le tinte da utilizzare si preparano in gradazione con i pigmenti universali per poi essere allungate con la necessaria quantità di acqua. Per quanto concerne la fase di finitura, si dovrà infine scegliere tra il passaggio di una vernice all’acqua, lucida od opaca, che sarebbe opportuno diluire al 50% tramite aggiunta di acqua, oppure lucidare con cera in pasta

L’argento colloidale è un potente antibiotico naturale usato per migliaia di anni.
Le proprietà mediche dell’argento erano già conosciute ai tempi degli Assiri e Babilonesi e successivamente ai tempi degli antichi Graci e dei Romani. L’Argento colloidale è stato usato per secoli per prevenire una varietà di malattie, soprattutto le infezioni.

L’interesse della comunità medica verso l’argento colloidale sta crescendo rapidamente, e riflette un certo revival del settore sanitario pubblico. Il Dr. Richard L. Davies, della Utah Silver University, responsabile del monitoraggio delle tecnologie per l’uso dell’argento in 37 paesi, nel 1978 riscontrava quanto segue:

“In quattro anni abbiamo descritto 87 nuove importanti applicazioni dell’argento in medicina. Stiamo appena cominciando ad intravedere sino a che punto l’argento può alleviare sofferenze e salvare vite”.

L’argento colloidale, per le forme di vita monocellulari o primitive come i microrganismi, è tossico perché inibisce il processo di respirazione, facendoli morire per assenza d’ossigeno. Non c’è alcun organismo nocivo che possa vivere in presenza di anche minuscole tracce di semplice argento metallico.
La semplice presenza dell’argento colloidale in prossimità di qualsiasi virus, fungo o batterio patogeno monocellulare, andrà ad interrompere il metabolismo enzimatico dell’ossigeno, anche detto polmone chimico, causandone la morte nell’arco di 6,5 minuti circa.

Nel campo dell’edilizia l’argento colloidale trova la sua applicazione in diversi frangenti. Può essere infatti applicato a superfici tinteggiate, sia interne che esterne, in rivestimenti a cappotto, a decorativi ma anche a pietre. Qui puoi trovare il prodotto adatto
Le proprietà dell’argento colloidale in questo campo sono la protezione e la prevenzione.
L’argento colloidale previene infatti:
La formazione di patine biologiche
Non altera la cromia della superficie
Ampio spettro d’azione su microrganismi biodeteriogeni
Protezione attiva antibatterica
Non crea film superficiali
Massima diffusione sul supporto trattato
A base acqua, ecologico, livewlli di composti organici volatili “COV” prossimi allo zero.
Qui puoi trovare il prodotto adatto

Per questi motivi l’argento colloidale è particolarmente efficace nella prevenzione e contro la formazione di muffe, muschi, alghe, licheni e batteri

Il numero delle persone affette da allergie continua a crescere di anno in anno. In Italia, nel 2016, il 10,7% della popolazione soffriva di una patologia allergica cronica (Fonte: Istat, Rapporto Salute) e il dato è destinato ad aumentare secondo recenti ricerche. I fattori scatenanti di queste reazioni, spesso anche molto gravi, si trovano in quello che ci circonda e in quello con cui entriamo in contatto. Per prevenire eventuali ripercussioni ed effetti negativi sulla salute, abbiamo sviluppato e brevettato pitture ipoallergeniche (pitture anallergiche).

Cosa Sono le Allergie

Con il termine allergia si fa riferimento a una reazione del sistema immunitario a sostanze abitualmente innocue. Gli allergeni capaci di scatenare la reazione sono nell’aria, nei cibi che ingeriamo, nei materiali che tocchiamo. Le patologie più diffuse sono quelle respiratorie, causate da pollini di erbe e piante, polvere, composti volatili a cui si aggiungono poi quelle alimentari. Altre sono causate dal contatto con metalli, conservanti, sostanze chimiche e peli di animali o da medicine e veleni di insetti.

Non sono esenti dal procurare questi problemi nemmeno le pitture sui nostri muri: in alcune pitture in commercio, infatti, solventi, biocidi, plastificanti e conservanti potrebbero provocare reazioni avverse in soggetti predisposti e allergici. Caparol da anni ricerca e sviluppa prodotti specifici per risolvere queste problematiche.

Vantaggi di una Pittura Ipoallergenica

Una pittura ipoallergenica è un prodotto controllato in maniera rigorosa per quanto riguarda il contenuto di sostanze dannose per la salute.

Viene creata con materie prime pure sottoposte a un procedimento di lavorazione che non ne altera le qualità. È pensata per tutti coloro che soffrono di allergie ai metalli e ai conservanti generalmente presenti in questi prodotti ma anche ai bambini, agli anziani e alle persone con un sistema respiratorio fragile.

Il vantaggio principale è la non tossicità dei componenti interni della pittura, che risulta più naturale, delicata e meno inquinante. Grazie alle sue peculiarità, è adatta alle camere dei più piccoli e in generale alle stanze da letto ma anche ad asili, scuole, case di riposo e strutture ospedaliere.

Le persone con problemi respiratori traggono benefici da questi prodotti soprattutto in camera da letto, dove si trascorrono molte ore con la finestra chiusa.

La Pittura Sensitiv

Sensitiv è una pittura in dispersione esente da solventi, conservanti e plastificanti e quindi particolarmente appropriata per gli ambienti dove sono presenti e trascorrono il loro tempo soggetti sensibili.

La sua formula brevettata la rende efficace ed ideale sia nel rinnovo di ambienti vecchi sia per la finitura di nuovi, grazie alla sua adattabilità a ogni tipo di intonaco. Possiede il Certificato “Idoneità per soggetti allergici” secondo la prova RWTÜV (Rheinland Westfäliche Technische Übervachungs Verein) di Essen e tra gli altri suoi vantaggi:

  • Facile applicazione che non provoca odori né allergie;
  • Alta resistenza al lavaggio;
  • Diffusiva verso il vapore acqueo;
  • Tecnologia ELF

La pittura Sensitiv è disponibile in colore bianco e ha una finitura superopaca.

 

Fare attenzione alla propria salute significa fare delle scelte consapevoli anche rispetto agli ambienti in cui viviamo. Il benessere fisico passa attraverso tutti quei prodotti capaci di rendere le stanze di casa, scuola e ufficio salubri e sicuri.

 

Fonte: Caparolmedia.it

Cattivi odori nelle stanze e macchie scure sulle pareti. La muffa non è solo un problema di natura estetica ma anche una minaccia per la salute di chi vive nella casa: le spore che si formano compromettono la salubrità degli ambienti interni.

Oltre a rimuovere la muffa, esistono anche dei prodotti in grado di prevenirne la formazione.

Come si forma la muffa

La muffa è costituita da funghi pluricellulariche che rilasciano spore in grado di riprodursi negli ambienti interni delle nostre abitazioni. Di solito le spore proliferano a causa della formazione della condensa sulla superficie delle pareti, creando le condizioni ideali per la formazione della muffa. I luoghi maggiormente soggetti sono gli angoli dei muri, i soffitti, le aree intorno ai serramenti e in generale tutte quelle stanze in cui c’è scarso riciclo di aria. Le spore sono nocive per la salute dell’uomo: se inalate possono comportare reazioni allergiche o nei casi più gravi infiammazioni a carico dell’apparato respiratorio.

Un ambiente interno privo di muffa e delle sue spore è un ambiente più salutare e igienico

Come prevenire la formazione della muffa

Per evitare che la muffa si formi sulle pareti interne del bagno, della cucina o negli altri ambienti della tua casa puoi scegliere di fare un ciclo preventivo con due mani di Indeko-W sopra il prodotto fondo già applicato sulle superfici .

Indeko-W è una pittura in dispersione con un’azione preservante da muffe e parassiti, caratterizzata da un largo spettro di efficacia e da una lunga durata. Indeko-W è idonea per l’igiene domestica ma anche per pareti interne di ospedali, scuole, sale d’aspetto, bagni, cucine, mense, spogliatoi sportivi.

Grazie alla certificazione HACCP può essere utilizzata nel settore produttivo alimentare in panifici, pastifici, mulini, caseifici, macellerie, salumifici, birrifici, cantine vinicole, industrie conserviere e celle frigorifere. Tra gli altri vantaggi:

  • Lavabile
  • Resistente alla spazzolatura
  • Elevata copertura
  • Ottimo punto di bianco

 

Come rimuovere la muffa

Se la muffa si è già formata sulle pareti e sui soffitti c’è comunque una soluzione. Infatti, è ancora possibile eliminarla e impedire che si riformi tramite un vero e proprio ciclo curativo del muro. Data la pericolosità della muffa, è utile dotarsi di adeguate protezioni come mascherina, guanti e occhiali prima di iniziare:

  1. Rimuovere con una spazzola la muffa presente sulla superficie e spolverare;
  2. Applicare Capatox con un pennello senza diluizione, anche sulle superfici apparentemente non infestate ma che possono essere state interessate da spore;
  3. Dopo 24-36 ore spugnare, rimuovendo la flora staccata.
  4. Lasciare asciugare;
  5. Applicare due mani di Indeko-W. 

Prima di applicare la finitura è fondamentale rimuovere completamente la muffa esistente, per evitare che possa riformarsi tra la superficie del muro e il nuovo strato di pittura. In ambienti particolarmente umidi e con ponti termici, è consigliato utilizzare IndekoTherm-W, una pittura antimuffa e anticondensa in cui sono aggiunte speciali cariche a effetto termoriflettente per distribuire in modo uniforme la temperatura sulla superficie del muro.

Il disinfettante Capatox

Capatox è un disinfettante igienizzante incolore con una formulazione specifica per la disinfestazione degli ambienti interni da muffe, muschi e alghe. Capace di uccidere le spore dalle pareti, deve essere applicato sul muro prima di pitturare, lasciandolo agire per almeno 24 ore. Dopo questo lasso di tempo va ripulito con spugnatura o sciacquatura.

Sia che tu voglia prevenire la formazione della muffa sia che tu voglia eliminarla definitivamente, Caparol consiglia di scegliere prodotti specifici e adatti alle tue pareti. Un ambiente interno privo di muffa e delle sue spore è un ambiente più salutare e igienico.

 

Fonte: Caparolmedia.it

Gli elementi strutturali esterni in ferro sono esposti quotidianamente agli agenti atmosferici. A lungo andare questo può portare a un deterioramento progressivo e, di conseguenza, alla corrosione del metallo. Ma non bisogna preoccuparsi: c’è sempre un rimedio. Rinnovare ringhiere e cancelli ed eliminare la ruggine non è impossibile. Ecco spiegato, passo dopo passo, come intervenire.

Se il sole scolorisce, la pioggia corrode. Lo sa bene chi ha balconi con ringhiere in ferro, o scale esterne e pergolati in acciaio, zinco o alluminio.

La ruggine si forma quando l’azione dell’acqua, favorita dalla presenza di ossigeno, porta all’ossidazione del ferro. Il risultato di questa reazione è un nuovo composto dall’aspetto bruno-rossiccio.

Esistono diversi modi per proteggere il ferro dall’ossidazione. Il più usato a livello industriale è la zincatura. Questo metodo si utilizza soprattutto nell’ambito di strutture in acciaio, consiste nell’applicare un sottile rivestimento in zinco al metallo e talvolta è utilizzato anche per proteggere inferriate e cancelli.

L’altro metodo più usato è l’applicazione di una vernice protettiva. Questo sistema è largamente diffuso, tuttavia è necessario verniciare frequentemente poiché i fenomeni di corrosione possono ugualmente svilupparsi al di sotto del film protettivo quando questo si deteriora.

Una ringhiera arrugginita dà l’idea di qualcosa di rovinato, quindi meglio intervenire e riverniciarla.

La ruggine è il prodotto della reazione di ossidazione del ferro. Proteggere e verniciare il metallo significa prevenire la sua formazione.

Ecco spiegato in cinque punti come intervenire per eliminare la ruggine

  1. Per prima cosa bisogna coprire con dei teli tutti gli oggetti che si trovano nelle vicinanze della superficie da trattare e indossare guanti, occhiali protettivi e mascherina per proteggere il corpo ed evitare di respirare i composti organici volatili rilasciati dalle vernici.
  1. Ora è necessario grattare via la ruggine e gli eventuali vecchi strati di vernice con l’aiuto di una spazzola di metallo o con della carta abrasiva. Per superfici esterne particolarmente estese puoi utilizzare anche una levigatrice per velocizzare i tempi di intervento. L’importante è fare attenzione a rimuovere tutta la ruggine presente, aiutandosi con un raschietto per lavorare bene in tutte le zone poco raggiungibili, soprattutto negli angoli e nelle incavature.
  1. Dopo aver rimosso la ruggine, bisogna pulire tutta la superficie carteggiata con un panno imbevuto di acquaragia. In questo modo si possono eliminare eventuali residui di polvere che potrebbero intaccare l’adesione della vernice.
  1. A questo punto si può stendere una mano di fondo antiruggine su tutta la superficie da riverniciare. Questo prodotto preserva i materiali ferrosi dall’azione corrosiva degli agenti atmosferici, ma perché abbia effetto deve essere applicata direttamente sul ferro nudo. Dopo aver atteso l’asciugatura, è possibile stendere un’altra mano di antiruggine. Di norma occorre lasciar passare almeno un giorno intero tra una passata e l’altra. Sul mercato esistono prodotti antiruggine che asciugano in poche ore e che riducono notevolmente i tempi di intervento.
  1. Ora è possibile smaltare la ringhiera con il prodotto scelto.

Gli smalti per il ferro tradizionali sono quelli micacei. Nei colorifici professionali c’è la possibilità di colorare a tintometro lo smalto, scegliendo il colore preferito, oppure si può scegliere fra le numerose tinte pronte di smalti opachi, satinati o lucidi, per decorare ringhiere, cancellate e tutte le superfici in metallo. Inoltre a seconda della quantità di smalto da applicare, si può usare il pennello o la pistola a spruzzo. Qui una selezione di prodotti adatti

In commercio ci sono anche prodotti 3 in 1, che contengono al loro interno antiruggine, fondo e finitura. Questo permette di affrontare le fasi 4 e 5 con un unico passaggio, con un notevole risparmio di tempo.

Sul mercato esistono moltissimi prodotti per trattare il ferro, è necessario scegliere le vernici di qualità e che garantiscono una maggiore durata della protezione contro la formazione della ruggine.

 

Fonte: Caparolmedia.it

Per assicurare al committente lavori in cartongesso di qualità è importante prestare particolare attenzione al ciclo applicativo. In questo articolo illustriamo i passaggi fondamentali da seguire e le soluzioni alle problematiche più comuni, per un risultato finale davvero eccellente.

Il cartongesso è una soluzione versatile ed economica, sempre più richiesta per i lavori in casa, in quanto permette di soddisfare sia esigenze estetiche che funzionali. Con il cartongesso puoi realizzare controsoffitti, contropareti, elementi d’arredo e pareti divisorie in poco tempo e con una spesa ridotta.

È importante curare scrupolosamente la preparazione del supporto e la finitura, per ottenere lavori in cartongesso di qualità. Qui puoi trovare del materiale adatto per la preparazione dei supporti.

Oltre ai vantaggi di tipo pratico, come la rapidità nella posa del cartongesso rispetto alla muratura e l’elevata resistenza meccanica, questo materiale ha proprietà di igro-regolazione che lo rendono compatibile con un’architettura rispettosa dell’ambiente.

Tutti questi aspetti concorrono a rendere il cartongesso un materiale dai molteplici usi, ma per un risultato finale eccellente è necessario garantire:

  • uniformità del colore
  • uniformità con le giunture
  • complanarità

Per soddisfarli basta seguire un corretto ciclo di applicazione, articolato in 3 fasi.

1.      Preparazione Base del Cartongesso

Dopo aver incollato le lastre in cartongesso sulle pareti (nel caso di contropareti) o aver posato i pannelli sulla sottostruttura in metallo (nel caso di pareti divisorie e controsoffitti), si procede con le fasi preliminari di preparazione del supporto:

  • stuccatura dei giunti tra le lastre, indispensabile per correggere le irregolarità superficiali e assicurare buona continuità meccanica ed estetica
  • rasatura della superficie delle lastre, per uniformare e lisciare il cartone di rivestimento prima della decorazione finale
  • carteggiatura precisa ma leggera, per evitare perdite di fibra di cellulosa che potrebbero risultare evidenti dopo la tinteggiatura

2.      Preparazione Avanzata

Le disomogeneità di colorazione tra le zone trattate con diversi materiali devono essere uniformate con l’utilizzo di fondi lisci fissativi trasparenti.

Questo trattamento preliminare alla pitturazione finale deve essere eseguito con prodotti facilmente tinteggiabili, con ottime capacità consolidanti e dall’elevato potere coprente, nel caso debbano essere utilizzati su lastre di colore rosa (ignifugo) o verde (antiumido).

3.      Finitura

L’ultimo passaggio consiste nella decorazione delle superfici con particolari pitture da interno. Ne esistono di vari tipi e ognuna ha caratteristiche specifiche che la rendono indicata per particolari ambienti della casa.

Problematiche più Comuni dei Lavori in Cartongesso

Una parete in cartongesso può presentare problematiche importanti, che richiedono cicli di pitturazione più articolati. Le criticità più diffuse sono:

  • Assorbimento disomogeneo della superficie, in particolare nelle zone di giuntura delle lastre
  • Superfici irregolari con stuccature a rilievo
  • Difficoltà di copertura, soprattutto per quanto riguarda i pannelli rosa e verdi
  • Segni delle rullate che si notano in controluce
  • Necessità di ulteriori mani di pitturazione per un completamento estetico

In fase di restauro, inoltre, possono presentarsi fenomeni aggiuntivi come:

  • Spaccatura dovuta al differenziale termico del cartongesso rispetto alle pareti
  • Mancanza di uniformità di finitura superficiale tra il cartongesso e le altre pareti

Anche i tempi di posa meritano attenzione. Tra una fase e l’altra spesso è necessario lasciar passare parecchie ore, perché i prodotti asciughino bene e il risultato finale sia impeccabile. Con conseguenti rallentamenti nell’esecuzione del lavoro.

Come Risolvere i Problemi di Finitura Cartongesso?

Spesso si ricorre all’applicazione di una nuova mano di stucco e alla successiva carteggiatura del supporto, in quei punti in cui la parete non è perfettamente liscia. Oppure si stende nuovamente il fondo e una o più mani di pittura, per ottenere l’effetto desiderato.

Lavori onerosi, sia in termini di tempo sia dal punto di vista economico, per la quantità di materiali utilizzati e le ore di manodopera necessarie.

L’alternativa è utilizzare un prodotto che è insieme fondo e finitura, con un ancoraggio universale, che asciuga rapidamente e con un eccellente grado di copertura (C1).

Come la pittura per interni CapaGips di Caparol, che raggruppa in un unico prodotto le funzionalità di un fondo aggrappante, uniformante e livellante, e quelle di una finitura.

Lavabile, traspirante e dall’ottimo potere mascherante, copre benissimo le stuccature ed è applicabile su supporti molto assorbenti senza bisogno di alcun fissativo.

Inoltre, grazie alla tecnologia Fast Dry Technology ideata nei laboratori Caparol puoi pitturare già dopo 30 minuti, ottimizzando così il lavoro.

Una pittura di questo tipo ti permette di ridurre i tempi per la finitura cartongesso, semplificando il tuo lavoro e assicurando al cliente un risultato impeccabile.

Un prodotto “fondo e finitura” come CapaGips ti garantisce anche un minor consumo di materiale. Inoltre è facile da stendere sia con il rullo sia con il pennello e rispetta i parametri europei circa i limiti di emissioni COV, contribuendo così anche a salvaguardare l’ambiente.

La finitura tanto quanto la preparazione sono quindi fasi importantissime per la realizzazione di lavori in cartongesso impeccabili, per le quali è bene avvalersi di prodotti di alta qualità. 

 

Fonte: Caparolmedia.it

Saper verniciare o pitturare, come si dice in gergo comune è un po’ un’arte, sia se stiamo parlando di un appartamento quindi di elementi come pareti o soffitti sia se stiamo parlando di oggetti, come porte, mobili , cancelli ecc…
Ad ogni specifico elemento compete una differente tecnica e quindi una conseguente difficoltà.
Per non parlare poi della strumentazione, come rullo e pennello, da utilizzare e del tipo di vernice o pittura che variano di volta in volta a seconda delle differenti esigenze.

Tra le tecniche per verniciare le più diffuse sono quelle che utilizzano il pennello, che potrà avere dimensioni più o meno grandi, poi c’è la verniciatura a spruzzo, che invece prevede l’utilizzo del compressore, e la verniciatura con il rullo, anche in questo caso, le dimensioni e la tipologia del rullo da utilizzare varia a seconda della situazione nella quale ci troviamo.
Ovviamente la scelta della tecnica dipenderà solo da noi e dall’effetto che vorremmo ottenere a fine lavoro.

TECNICHE DI PITTURA

Come abbiamo visto tra le varie tecniche di pitturazione c’è quella che prevede l’utilizzo del rullo manuale. Questo utensile per verniciare, si compone di un’anima centrale, costituita da un cilindro di plastica che può essere rivestito con una spugna oppure con delle setole di diversa lunghezza oppure con dell’altro materiale di equivalente consistenza, che ruota su di un asse. L’asse intorno al quale questo elemento ruota ha una forma ad L, generalmente metallica, e termina con un manico, generalmente realizzato con elementi di plastica che ci permettono di utilizzare il rullo. Ovviamente questa è la descrizione standard di un rullo per pitturare, ma ne esistono varie tipologie, che si differenziano tra di loro a seconda del tipo di finitura che si intende conseguire, oppure della tecnica di utilizzo.
Infatti possiamo trovare in giro rulli a nido d’ape, rulli increspati, ecc., questi, devono il nome alla finitura superficiale, che richiamano rispettivamente la gruviera e il pettine, ed entrambi vengono utilizzati per realizzare pareti decorate. I rulli definiti tradizionali, prevedono l’utilizzo di una bacinella all’interno della quale vi è appunto il colore che noi vogliamo stendere sulla parete , questi rulli durante il loro utilizzo vanno intinti continuamente nella bacinella, pratica molto simile a quella che si adotta quando si utilizza un pennello.

 

Così come accade per i pennelli anche i rulli esistono in differenti dimensioni a seconda dell’utilizzo che se ne deve fare, inoltre per dimensioni variabili non s’intendono solo le dimensioni dell’elemento rullo in sé, ma anche dell’asta del manico che può essere più o meno lunga e in alcuni casi addirittura regolabile, tutto dipende dal tipo di lavoro che si deve svolgere.

Perché scegliere di verniciare una parete con il rullo e non con il pennello?

Questa è una domanda che spesso ci si pone. Innanzitutto possiamo dire che la tecnica che prevede l’utilizzo del rullo è sicuramente più facile e veloce rispetto al comune pennello. Inoltre soprattutto se si tratta di verniciare grandi superfici , il rullo automatico, risulta essere la scelta più indicata, sia per la rapidità di utilizzo, sia per la continuità e la regolarità di pitturazione della superficie stessa che così a lavoro ultimato risulterà essere dipinta in maniera omogenea.

Un altro vantaggio è quello che disponendo di un manico estensibile non si dovrà ricorrere all’utilizzo di scale o trabattelli per raggiungere altezze elevate.

È vero sì che la tecnica del rullo è facile e veloce, ma risulta poco pratica se si devono verniciare spazi angusti o piccole riseghe come la parete alle spalle di un mobile o di un termosifone. Infatti quando si procede alla pitturazione sia di pareti che di soffitti bisogna intervenire preventivamente con il pennello realizzando una striscia di 7-8 cm lungo l’intero perimetro, in quando il rullo per la sua conformazione non riesce a raggiungere gli spigoli, senza danneggiare la parete consecutiva.

 

Fonte: lavorincasa.it/rulli-per-pittura/

Una casa ben fatta è anche una casa bella da vedere: ecco perché la fase di tinteggiatura degli esterni è molto importante. Questa non va confusa però con la semplice scelta del colore preferito. La pittura per esterno infatti non ha  solo funzione decorativa, ma deve garantire anche protezione, resistenza agli agenti atmosferici e durabilità.

Nella scelta di una pittura per esterni vanno considerati numerosi fattori che determinano le proprietà del prodotto ottimale da applicare alla facciata. Qui puoi trovare una nostra selezione di prodotti adatti.

Scegliere la pittura più adatta significa innanzitutto conoscere il tipo e lo stato del supporto, poi vanno considerate le caratteristiche del prodotto e i fattori ambientali specifici di ogni luogo. Vediamo insieme quali sono le caratteristiche fondamentali di una pittura per esterno di qualità.

Nelle finiture per esterni, è fondamentale scegliere il prodotto più adatto per il tipo di supporto e le condizioni ambientali.

Adesione al supporto

È fondamentale poter distinguere un prodotto da un altro in base alla sua capacità di adesione al supporto. Non tutte le pitture vanno bene su qualsiasi supporto: ci sono prodotti più indicati per essere impiegati su intonaci civili pretrattati e altri che si ancorano meglio agli intonaci non ancora trattati. In fase di scelta è bene preferire il prodotto che meglio si adatta alle specifiche esigenze, per garantire al committente un lavoro impeccabile. È opportuno che la pittura scelta abbia un’elevata adesività al supporto oggetto di tinteggiatura, soprattutto quando le condizioni del sottofondo lo richiedono.

Potere riempitivo

Questo parametro indica la capacità della pittura di uniformare la superficie su cui viene applicata, rendendo omogenee eventuali irregolarità del muro.

I prodotti con un alto potere riempitivo e capacità uniformante sono particolarmente indicati per intervenire su fondi irregolari e superfici rappezzate.

Inalterabilità delle tinte

Ci sono particolari tinte che non resistono inalterate all’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti. Attenzione, quindi, a chi promette di poter realizzare tinteggiature per esterni in qualsiasi colore. Per garantire facciate che non scolorano nel tempo, i muri (soprattutto quelli orientati a sud, cioè particolarmente esposti ai raggi UV) devono essere tinteggiati con prodotti di alta qualità. Esiste una classificazione dei materiali in base al tipo di pigmenti utilizzati nella tinta e al tipo di leganti, si tratta del foglio di istruzione tecnica BFS numero 26.

La pittura per esterno deve quindi essere realizzata con pigmenti che resistono alla luce e che sono protetti anche dalle componenti chimiche con cui vengono miscelati.

Idrorepellenza

L’impermeabilità all’acqua è uno dei fattori più importanti da considerare quando si parla di pitture per esterno. La norma Europea EN 1062 classifica le pitture per esterno secondo parametri ben precisi, e individua tre classi di permeabilità all’acqua.

Classe Coefficiente di assorbimento [Kg / m2 h0.5]
W1 Alta w>0,5
W2 Media 0,1<w<0,5
W3 Bassa w<0,1

In commercio esistono prodotti ad elevata idrorepellenza e quindi rapida asciugatura delle superfici esposte all’aggressione degli agenti atmosferici.

Traspirabilità

La compresenza di idrorepellenza e traspirabilità assicura tinteggiature che durano nel tempo. La norma Europea EN 7783 definisce le classi di diffusione del vapore acqueo, definendo il valore sd che è lo spessore dello strato d’aria che offre la stessa resistenza al passaggio del vapore alla pittura considerata.

Classe Spessore d’aria equivalente [m]
V1 Alta w<0,14
V2 Media 0,14<w<1,4
V3 Bassa Sd>1,4

La pittura per esterno non deve far passare l’acqua, quindi essere impermeabile, ma allo stesso tempo deve essere altamente traspirante, favorendo così il passaggio del vapore. Alcune pitture rispondono meglio di altre a queste particolari esigenze e sono le più adatte per essere utilizzate in zone con alte percentuali di umidità nell’aria.

Resistenza alle intemperie

Agenti atmosferici particolarmente corrosivi come piogge acide, gelo, neve e sbalzi di temperatura sono nemici degli edifici. La pittura che viene utilizzata per la tinteggiatura esterna deve poter garantire un’ottima resistenza a tutti questi fenomeni, così da assicurare massima durabilità nel tempo.

Resistenza a inquinamento, muffe e alghe

Nell’aria sono presenti sostanze e microrganismi particolarmente aggressivi che possono danneggiare la facciata. Scegliere una pittura con un alto grado di resistenza agli agenti inquinanti e all’attacco di muffe, funghi e alghe è fondamentale per assicurare una lunga durata di conservazione alle murature.

Facile applicazione

Poter applicare facilmente e velocemente il prodotto è un aspetto da non trascurare.

Una pittura che non necessita di particolari trattamenti di preparazione, si stende in poche passate e asciuga in breve tempo è l’ideale, soprattutto per ridurre i costi della manodopera.

Scegliere una pittura per esterni non è semplice. Come abbiamo cercato di spiegare, prima di tutto serve conoscere il supporto ed il suo stato, è fondamentale poi sapere dove è collocata la casa e a quali condizioni è esposta. Affidati ad un esperto per farti consigliare il prodotto migliore per ridipingere la tua facciata.

 

Fonte: Caparolmedia.it

Versatilità, facilità di utilizzo ed economicità fanno del cartongesso uno dei materiali più utilizzati nell’edilizia leggera da interno. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla posa cartongesso, per progettare soluzioni creative uniche e originali e realizzare manufatti in tempi rapidi.

Il cartongesso è un materiale da costruzione largamente utilizzato in edilizia. Alcune caratteristiche di questo materiale hanno favorito la sua diffusione per la realizzazione di pareti, contropareti e controsoffitti, come ad esempio il costo ridotto e la rapidità di posa rispetto alla muratura. Inoltre il gesso rivestito, data la sua natura minerale, garantisce ambienti salubri poiché non rilascia nell’ambiente sostanze nocive e grazie alle sue proprietà igrometriche regola naturalmente l’umidità e non favorisce la proliferazione di muffe e funghi. Infine il cartongesso, essendo un materiale leggero, garantisce anche una maggiore sicurezza in caso di sisma.

Prima di entrare nello specifico e parlare di posa del cartongesso, vediamo com’è fatto questo materiale.

Il cartongesso si compone di una lastra di gesso rivestita da uno speciale cartone, che viene posata su una struttura portante composta da profili in lamiera zincata. Le lastre hanno dimensioni, spessori e colori diversi, a seconda dell’utilizzo che se ne intende fare. Per creare un isolamento termoacustico, ad esempio, si possono accoppiare due lastre di cartongesso e, nel mezzo, inserire uno strato di materiale termo-fono isolante.

Il cartongesso permette di coniugare economicità, isolamento, versatilità e resistenza. Segui questo link per trovare l’attrezzatura necessaria.

Una parete in cartongesso costa meno di una parete in muratura

Niente più lunghi, costosi e polverosi lavori di muratura. Il cartongesso è la soluzione più economica per creare una cabina armadio in camera, separare cucina e soggiorno, realizzare pareti attrezzate o ribassamenti del soffitto.

Oltre ai costi vivi del materiale, che sono inferiori rispetto a quelli necessari per realizzare un muro in mattoni, il cartongesso è economico anche dal punto di vista della manodopera. In poche ore è possibile portare a termine il lavoro, evitando così di dover tornare più giorni perché, ad esempio, c’è da aspettare che il cemento asciughi o il fondo aderisca bene. Questo grazie anche agli innovativi prodotti per la finitura del cartongesso.

Il cartongesso assicura la salubrità degli ambienti

Le qualità igrometriche del cartongesso contribuiscono a regolare l’umidità nelle stanze in cui viene posato poiché è un materiale permeabile al vapore acqueo ed evita la formazione di muffe e funghi sulle superfici. Inoltre, scegliendo materiali di qualità sia per la posa che per la pitturazione, si assicurano al committente ambienti sani e salubri, perché il gesso non emana sostanze nocive, nemmeno dopo la lavorazione.

Il cartongesso garantisce sicurezza antisismica

Il cartongesso non serve solo per creare ripiani a muro, nicchie e divisori. Se progettati e posati adeguatamente, gli elementi in cartongesso, come pareti e controsoffitti, garantiscono anche una sicurezza maggiore in caso di terremoti. L’alta resistenza meccanica e la leggerezza delle lastre permettono di realizzare strutture non portanti che soddisfano i requisiti previsti dalla normativa.

Lastre di colore diverso hanno proprietà diverse

Quando pensiamo al cartongesso lo immaginiamo sempre di colore bianco, ma in realtà sul mercato esistono lastre di colore diverso, con proprietà specifiche. Per creare pareti o controsoffitti ignifughi devi utilizzare le lastre di colore rosa chiaro, per rivestire muri o creare nicchie in ambienti particolarmente umidi meglio scegliere quelle verde pastello, che hanno un ridotto coefficiente di assorbimento dell’acqua; le lastre in fibrogesso sono particolarmente resistenti, quindi più adatte per tramezze o pareti divisorie, mentre quelle per l’isolamento acustico sono accoppiate con un materiale fonoassorbente tipo la lana di vetro.

La posa delle lastre cambia a seconda dell’uso

Le lastre vengono posate in modo diverso se si tratta di una controparete, di una parete o di un controsoffitto.

Se si vogliono realizzare delle contropareti è sufficiente incollare le lastre sulle pareti.

Invece, se si ha la necessità di isolare termicamente dall’interno, bisogna fissare le lastre ad una sottostruttura in metallo e posare un materiale isolante nell’intercapedine. Si segue lo stesso procedimento quando si realizzano pareti divisorie, dopo aver montato la sottostruttura in metallo, si fissano le lastre prima su un lato, si posizionano i pannelli in materiale fibroso per l’isolamento acustico nell’intercapedine e poi si fissano le lastre sull’altro lato. Infine si stuccano i giunti. Qui puoi trovare i materiali adatti.

Per creare soluzioni di interior design davvero particolari è invece necessario sagomare prima i pannelli, per dargli la forma desiderata.

Copertura e finitura con un unico prodotto

La pitturazione è una delle fasi più critiche della posa cartongesso. I punti di giunzione tra una lastra e l’altra possono creare superfici non omogenee e non regolari. La qualità delle superfici è definita dalla normativa UNI 11424 che individua quattro livelli di qualità superficiale da Q1 (più bassa) a Q4 (più alta). A seconda del livello, devono essere utilizzate particolari tipologie di finitura e, a seconda del rivestimento scelto, devono essere effettuati trattamenti preventivi.

Ad esempio, se vuoi tinteggiare il cartongesso con un’idropittura, è necessario di solito utilizzare dei fondi fissativi per rendere omogenei i diversi gradi di assorbimento di lastre e giunti, dopo aver opportunamente rasato e carteggiato.

Sul mercato sono disponibili prodotti innovativi per la pitturazione del cartongesso, che non necessitano del fissativo e raggruppano in un unico prodotto sia la funzione di fondo aggrappante, uniformante e livellante, che quella di finitura, anche colorata.

Scegli la finitura che più ti piace, Caparol ha a disposizione diversi prodotti per il trattamento del cartongesso per rispondere a tutte le tue esigenze.

 

Fonte: Caparolmedia.it

Quando con l’Impresa di applicazione Termoisover Ind ci siamo trovati di fronte a questo edificio di fine Ottocento eravamo felici: potevamo finalmente utilizzare le tecnologie Caparol per ricreare gli effetti decorativi tridimensionali su un sistema termoisolante a cappotto.

In effetti quando si parla di rivestimenti termoisolanti esterni, tutti pensano al classico cappotto in polistirolo, incollato, tassellato, rasato e finito con un rivestimento colorato. Ottima soluzione per efficacia e affidabilità ma limitata a superfici piane e squadrate. In realtà con le tecnologie attuali è possibile adattare i sistemi alle superfici degli edifici, realizzando superfici curve, lesene e profili decorativi.

Riqualificare edifici storici e decorati è possibile.

L’intervento completo con isolamento di pareti e tetto, serramenti e l’implementazione di un moderno impianto di climatizzazione hanno permesso di riqualificare l’edificio portandolo in Classe A.

In questo caso era necessario realizzare un cappotto in lana di roccia, che si adattasse a superfici curve, con numerose lesene. Tutto questo senza dimenticare che su questo cappotto andavano poi applicati dei profili decorativi, che riproducessero le modanature esistenti. Oltre a ciò abbiamo analizzato tutte le zone di interconnessione tra cappotto e serramenti, per dare al sistema una perfetta continuità, cosa essenziale per garantire l’eliminazione di tutte le zone a trasmittanza differenziale.

Le pareti fronte strada, che presentano modanature in cemento, sono state riqualificate dall’interno. Le pareti rivolte verso il giardino interno sono state riqualificate con cappotto in lana di roccia Capatect Minera Line di spessore 100mm, con lesene specifiche per cappotto realizzare con Bossengewebe nella parte bassa e con marcapiano e cornici decorative delle finestre. Finitura del sistema con rivestimento silossanico nanotecnologico Thermosan Fassadenputz NQT K1

 

Fonte: Caparolmedia.it

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